
Dopo aver visto Melancholia di Lars Von Trier, il poetico e visionario (e anche un pò apocalittico) regista, vi siete per caso chiesti il siginificato di tutto quello a cui avevate appena assistito?
Ebbene, oggi Massimo Bianconi vi spiegherà il SIGNIFICATO e la vera interpretazione del film:
Innanzitutto la pellicola si potrebbe accostare e contrapporre all’altrettanto apocalittico film, Tree of Life, che si occupa però di scovare, come suo fine ultimo, la bellezza nel mondo, mentre Melancholia tratta delle paure primordiali degli uomini nel momento in cui si trovano ad affrontare la morte e distruzione imminente.
Il film si apre con una sequenza di immagini inquietanti e affascinanti che raffigurano la natura imperante con tutta la sua forza. E’ come un sogno foderato di simbolismo cinematograficamente lirico.
Il titolo irrompe sullo schermo come un bicchiere di acqua fredda gettato in faccia, con lo stesso FONT utilizzato in Antichrist, come a sottintendere una continuazione della trilogia sul tema della “fine del mondo”.
Il resto del film si divide in due capitoli per meglio focalizzarsi sulle due sorelle protagoniste, studiandone i due diversi punti di vista e in contemporanea il loro complicato rapporto.
Justine è interpretata dalla finalmente matura Kirsten Dunst , mentre Claire dalla ormai veterana (per i film di Lars) Charlotte Gainbourg.
L’aura di distruzione che aleggia fin dalle immagini iniziali del disastroso matrimonio di Justine sono accompagnate dall’avvicinarsi di questo pianeta azzurro chiamato Melancholia..
Melancholia non è tanto un film sulla fine del mondo quanto sul tumulto interiore che ci affligge quando ci confrontiamo con i concetti di distruzione e morte (soprattutto se riguardano noi).
Justine rappresenta il sentimento di disperazione e perdita della speranza che il pianeta Melancholia sta portando alla terra, mentre l’ottimismo di Claire sulla sopravvivenza all’apocalisse può simboleggiare il nostro pianeta terra nel momento in cui si trova sulla soglia dell’annichilimento.
La collisione dei pianeti è rappresentativa di uno stato mentale e interiore e ben raffigura i due treni di pensieri (quelli delle due sorelle) in cui Von Trier vuole immergerci/si.
Il messaggio “il nostro mondo è “cattivo” e a nessuno mancherà quando non ci sarà più” riflette lo stato mentale con cui Justine è ossessionata.
Von Trier è un esperto della manipolazione e nello svolgersi dei drammi costruisce sapientemente le sue ragioni senza sovraccaricare il tutto, rendendo Melancholia una potente dichiarazione di come le vite siano sfuggenti e futili e di come noi umani tentiamo disperatamente di scappare dal nostro inevitabile destino.
Altro piccolo Enigma da risolvere: verso la fine del film bi siete accorti per caso dellla buca 19?? E vi siete ricordati che all’inizio del film il proprietario della casa dichiarava di possedere 18 buche da golf?
Ebbene.. la “buca 19”, in gergo ‘golfistico’, è la metafora del “dopo”, del post-partita… Che può concretizzarsi in una bevuta al bar o comunque in una manifestazione di consapevolezza della fine del gioco. In conclusione, in pratica, la buca 19 sta a rappresentare proprio quello che sta al di là del confine (ovvero il ponte sul quale il cavallo di Justine si bloccava SEMPRE), quindi la Morte, il DOPO, l’aldilà………
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